A dieta si, ma con l’anima della cuoca

Trovare tempo per cucinare al giorno d’oggi è un vero lusso. Lo imparo a mie spese ogni volta che un nuovo paziente viene da me per farsi suggerire una dieta.
Eppure ci sono buoni, anzi buonissimi motivi per dedicare quotidianamente del tempo a se, per il proprio benessere.
É grazie alla pratica clinica che il mio camice bianco da dottoressa in dietetica e il cappello della cuoca si sovrappongono e diventano uno.
A proposito, magari lo sapete già, ma la parola dieta non ha nulla a che fare con restrizioni, digiuni e conta ossessiva delle calorie. Dieta in greco significa stile di vita ed è molto di più dello stile alimentare, ci si riferisce al nutrimento che scegliamo ogni giorno per la nostra persona, nutrimento in senso lato: materiale, mentale e spirituale.
Tra le opportunità che ci si presentano durante la giornata una tra queste è la più costante e necessaria: tutti i giorni, tre volte al giorno ci sediamo a tavola (o almeno dovremmo) e abbiamo la possibilità reale di incidere sul nostro stato di salute fisico e mentale.
Attenzione: nessuno vi sta chiedendo di diventare cuochi provetti, meno che mai di cominciare a perseguitarvi con uno di quei format culinari che imperversano su tutti i canali. Si tratta piuttosto di prendere coscienza di quali meravigliose opportunità di guarigione si presentano davanti i nostri occhi quando maneggiamo cibo.
Se poi lo facciamo “con amore” e dedizione il gioco è fatto.
Conosciamo ormai come un mantra che la dieta comincia facendo la spesa, ma sappiamo cosa significa?
La cuoca che è in me direbbe che la scelta delle materie prime è di fondamentale importanza per la riuscita di un buon piatto. La dietista che è in me risponde in tutta fretta che a volte, troppe volte, i cuochi pensano all’estetica e al gusto, ma non alla salute.
Cosa si intende dunque per salute in cucina?
Ecco di seguito un promemoria per principianti, un elenco da appendere in cucina ogni volta che ci si appresta a rendere magico il momento del pasto:
  • scelta delle materie prime:
    l’ho appena scritto, è un mantra e come tale va ripetuto più e più volte finché non diventerà parte di noi.
    In pratica? Prendere coscienza dei processi di produzione degli alimenti sia dal punto di vista agricolo che degli aspetti industriali ci permette di essere informati e consapevoli di cosa sta accadendo sul nostro pianeta e cosa accadrà al nostro corpo ingurgitando quello che abbiamo acquistato. L’industria alimentare spende più soldi per convincerci che un cibo è buono e salutare più che renderlo realmente tale.
    Prima e fondamentale abilità da acquisire? Imparare a leggere le etichette. Siete pigri? Ok, ve lo concedo, ma solo per i primi tempi. Imparate allora a non acquistare tutti quegli alimenti che hanno un elenco ingredienti troppo lungo e complesso, in cui ricorrono troppe Exxx (additivi vari, coloranti, conservanti) e evitate come la peste i grassi vegetali e gli zuccheri aggiunti (nei prossimi articoli vi spiegherò il perché)
  • attenti a non distruggere i nutrienti: tecniche di cottura e materiali per cucinare in cui elaborare i nostri piatti possono modificare un cibo altamente nutriente in un pasto riempi stomaco senza alcun beneficio per il nostro organismo
  • abbinamenti: qui la cuoca e la dietista litigano come forsennate. La cuoca vorrebbe stupire gli invitati con effetti speciali e la dietista si affretta a moderare le megalomanie del suo alter-ego. Sdoppiamenti di personalità a parte un corretto abbinamento può fare la differenza tra salute e malattia e non esiste un protocollo per questo. Non troverete in un libro come gestire la complessità e la mutevolezza del vostro organismo. Si chiama vita ed è in continuo mutamento per cui vi conviene imparare a drizzare bene le orecchie e a sentire quello che il vostro corpo cerca di dirvi quando bramate un cibo o ne rifiutate un altro, quando un pasto vi stende in preda alla sonnolenza o vi lascia liberi ed energici di fare. Per tutto il resto esistono i traduttori come me, chi si diletta a suggerire alle persone come riconoscere questi segnali accompagnandole verso la presa di coscienza dei misteri della dieta (alla greca mi raccomando). RIPRODUZIONE RISERVATA Dott.ssa Luana  Vignoli Dietista

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