Anemia: come migliorare l’assorbimento del Ferro

L’anemia è un serio problema sanitario.
Ecco perchè è importante conoscere il problema e imparare ad ottimizzare l’assorbimento di Ferro.
Viene comunemente definita anemia la diminuzione della concentrazione di emoglobina nel sangue, ma questa non si instaura da un giorno all’altro poiché il nostro organismo ha delle riserve.
Secondo le stime dell’Oms nei paesi “industrializzati” è affetto da anemia circa il 40% dei bambini in età pre-scolare e delle donne in gravidanza . Nei paesi “in via di sviluppo” questa condizione è aggravata da malaria, HIV e tubercolosi.
Il ruolo principale attribuito al Ferro nell’organismo è l’ossigenazione di cellule e tessuti (emoglobina e mioglobina) anche se la sua presenza è fondamentale anche per il funzionamento di enzimi implicati nei processi che regolano sistema immunitario, cicatrizzazione delle ferite, struttura di tessuti ed organi e replicazione cellulare.
Il Ferro viene stoccato anche a livello del fegato ed è possibile verificare le scorte dell’organismo tramite l’analisi della ferritina ematica (ferritinemia). La concentrazione di ferritina nel sangue è la diretta espressione delle riserve intracellulari di Ferro. Altre proteine legano il Ferro nel circolo ematico: la transferrina e l’emoglobina. Il Ferro libero è altamente tossico per il nostro organismo (radicali liberi) per questo viaggia legato a proteine plasmatiche che ne regolano la distribuzione.
In generale l’esame emocromocitometrico (emocromo) ci da una visione abbastanza completa della condizione Ferro nell’organismo.
Viene analizzata la conta e la forma dei globuli rossi e viene considerato il contenuto di emoglobina. È considerato a rischio un valore di emoglobina inferiore a 13g/dl per l’uomo e a 12g/dl per la donna.
Spesso i laboratori non riportano i valori per donne in gravidanza, il cui valore inferiore di riferimento è intorno ai 10g/dl, a causa della fisiologica diluizione del sangue circolante.
Da alcuni studi risulta evidente una correlazione tra obesità e anemia. Alcuni ipotizzano che sia causata da un’insufficiente introduzione di alimenti “buoni”; altri sono concordi nell’attribuire allo stato infiammatorio cronico degli obesi la tendenza alla carenza di Ferro a causa di una inibizione dell’assorbimento intestinale.
Osserviamo da vicino quali possono essere le cause comuni di anemia:
  • Ridotta introduzione di Ferro: dieta scorretta in cui bassa introduzione e abbinamenti sbagliati limitano l’assorbimento di Ferro alimentare.
  • Aumentata perdita di Ferro: perdita di sangue per trauma/patologia, causata di disordini mestruali o da cicli molto abbondanti; malassorbimento dovuto a disordini di tipo intestinale (ad esempio la celiachia). Il Ferro viene assorbito a livello del primo tratto del tenue (duodeno-digiuno) per cui qualsiasi patologia interessi questa porzione può indurre malassorbimento di Ferro (e non solo).
  • Aumentato fabbisogno: come per esempio in caso di gravidanza, allattamento e crescita.
  • Patologie: ad esempio tumori e trattamenti chemioterapici che intaccano l’equilibro di mucose e sistema immunitario.
  • Ruolo della vitamina B12 e dei Folati (dal latino folium foglia) : questi nutrienti concorrono (tra l’altro) alla formazione dei globuli rossi e una carenza può portare allo sviluppo di anemie definite “megaloblastiche” (ovvero contraddistinte da globuli rossi più grandi del normale). La carenza di B12 comporta un tipo di anemia definita “anemia perniciosa” i cui danni maggiori sono a carico del sistema nervoso.
  • Ruolo dell’acidità gastrica: l’acloridria (assenza/diminuzione di acido cloridrico a livello dello stomaco) incorre frequentemente in chi utilizza farmaci del tipo Fans (anti-infiammatori non steroidei : tipo l’aspirina per capirci). Per assorbire correttamente il Ferro e la vitamina B12 è necessaria una proteina chiamata “fattore intrinseco” che può essere prodotta dalle cellule dello stomaco solo in risposta ad una adeguata produzione di acido.
  • Problematiche gravi legate alla produzione e allo smaltimento dei globuli rossi.
Sintomi tipici della carenza di Ferro sono: stanchezza generalizzata, affaticamento muscolare, difficoltà respiratorie, tachicardia, sensazione di freddo, inappetenza, pallore di cute, gengive, bordi delle palpebre e delle unghie.
Essendo un minerale che coinvolge le funzioni di tutti i gruppi cellulari i sintomi possono essere di natura sia fisica e psicologica.
Come facilitare quotidianamente l’assorbimento di Ferro?
Ad ogni pasto stiamo attenti a combinare il Ferro con la vit C.
Tenete presente che il Calcio compete col Ferro per l’assorbimento, mentre la vitamina C lo facilita.
Anche Acido fitico (cereali integrali, crusca, legumi), Acido tannico e Polifenoli (presenti in vino rosso, tè e caffè) e l’Acido Ossalico (bieta, spinaci, barbabietole) ostacolano l’assorbimento del Ferro.
Io di solito suggerisco di prediligere gli abbinamenti proCalcio a colazione o negli spuntini e quelli proFerro nei pasti principali.
Un’altro accorgimento è quello di non sovraccaricare l’organismo con molto Ferro tutto in un pasto e, per esempio, di alternare tra pranzo e a cena una fonte proteica e un ortaggio ricchi di Ferro. Per questo motivo difficilmente inserisco latticini e formaggi nei pasti principali dove invece è presente spesso la vitamina C in forma di limone spremuto.
Di seguito un elenco di alimenti vegetali, i più ricchi di Ferro:
Ortaggi: radicchio, scarola, indivia riccia, indivia belga, cicoria, rucola, spinaci, ortica, melanzana, carciofo, puntarelle, fiori di zucca.
Legumi: piselli freschi, lenticchie, ceci, fagioli e fagioli di soia.
Semi oleosi: semi di girasole, semi di sesamo.
Frutta oleosa: mandorle, noci, arachidi e nocciole.
Frutta disidratata: albicocche, prugne e fichi.
Frutta fresca: pesche, fichi, ciliege, fragole, albicocche, prugne, susine, melograno, uva.
Spezie: prezzemolo, peperoncino, timo, basilico, menta, maggiorana,
Alimenti ricchi di vitamina C: agrumi, fragola, kiwi, peperoni, cavolo, cavolfiore, pomodoro, prezzemolo e anche in verdure verdi a foglia come la lattuga o il radicchio.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Dott.ssa
Luana  Vignoli
Dietista

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