La salute del fegato

Il fegato svolge moltissime funzioni nel nostro organismo.
Il fegato è l’organo deputato alla detossificazione da sostanze tossiche e da farmaci, svolge un ruolo chiave nel metabolismo di tutti i nutrienti, produce la quasi totalità delle proteine plasmatiche e degli anticorpi ed è un organo chiave in fatto di molecole scorta dell’organismo: alcune vitamine e minerali, nonchè i carboidrati sono infatti, in buona parte, stoccati presso quest’organo.
Per agevolare le funzioni del fegato occorrono una serie di semplici attenzioni quotidiane.
È un argomento vasto, quindi cercherò di essere sintetica.
Le prime della lista sono:
La regolarità nell’assunzione dei carboidrati (CHO).
La qualità di questi.
L’introduzione di acqua attraverso il consumo di ortaggi e un frutto ad ogni pasto (quest’ultimo anche per concedere al fegato una quota di zuccheri semplici: carburante pronto all’uso).
Cosa significa regolarità?
Significa, per quanto ci è possibile, regolarizzare gli orari dei pasti, non fare digiuni prolungati, non saltare i pasti e inserire sempre CHO complessi ad ogni pasto.
Per quanto riguarda il discorso digiuno credo sia fondamentale spendere due parole in più per chiarirvi il mio pensiero al riguardo. Sono convinta che ognuno di noi sappia quando digiunare. L’intelligenza innata del nostro organismo conosce le proprie esigenze e percepisce i segnali che arrivano dal corpo.
Da qui il semplice monito: quando avete fame mangiate (attenzione parlo di fame non di ricerca di cibo per nervosa attitudine a colmare stati d’animo, i più vari), quando non ne avete digiunate (parlo di persone “sane” in cui i meccanismi psico-fisici non sono compromessi).
Queste frasi sembreranno pure banali, ma è piuttosto complesso far passare il messaggio che anche se l’orario di cena si è ormai avvicinato e non si ha fame, non ci si deve per forza e con violenza sedere a tavola. Non mi è mai piaciuto il detto “l’appetito vien mangiando” (anche perchè è vero che magari ci si siede a tavola senza appetito e poi si mangia il quadruplo).
Per CHO complessi si intendono pane, pasta, pasta all’uovo, patate, polenta, riso, orzo, farro, miglio, grano saraceno. L’elenco potrebbe proseguire, ma era per farvi avere un’idea.
Una attenzione particolare, specie se si tratta di un fegato in difficoltà (ma anche un fegato sano vi sarà lungamente grato di questa scelta), è quella di evitare i prodotti conservati e inscatolati o di cui non si conosce la composizione.
Perchè?
Abbiamo detto che tra le tante attività del fegato c’è quella della detossificazione. Oltre a intervenire nella eliminazione di sostanze prodotte fisiologicamente dal nostro organismo (ormoni, tossine metaboliche ecc) esso interviene anche nella “pulizia” che segue l’assunzione di farmaci, chemioterapici, alcool, additivi, conservanti, coloranti.
Per questo scegliere gli alimenti naturali, materie prime quanto più vicine a come natura ha creato, facilita la capacità di recupero del fegato e agevola lo svolgimento delle sue funzioni.
Come si traduce in pratica questa attenzione? Di seguito alcuni suggerimenti.
Preferire ai CHO confezionati come crackers, grissini, pizzette, dolciumi, merendine, pane in cassetta ecc alimenti più semplici come il pane o la pizza e i dolci fatti in casa.
Preferire ai legumi in scatola quelli secchi.
Scegliere al posto del tonno/sgombro o salmone in scatola quello fresco.
Evitare bevande zuccherine o succhi di frutta confezionati e scegliere frutta fresca o succhi e centrifughe appena fatte.
Inoltre dovremo essere attenti alla gestione dei grassi.
Il grasso migliore in assoluto è l’olio extra vergine di oliva (EVO) che, compatibilmente con i capricci biliari deve essere presente in quantità non restrittiva (anche se si è in dieta dimagrante non bisogna eliminare o ridurre in modo drastico l’assunzione di grassi perchè fondamentali per la regolazione dell’equilibrio glicemico, per il funzionamento del sistema immunitario, per il benessere del sistema nervoso e per il mantenimento dei tessuti organici).
L’olio EVO è a tutti gli effetti un farmaco. Ci è d’aiuto e non deve essere limitato se non dal buon senso. È una buona idea non far grondare gli alimenti d’olio, ma non è saggio mangiare scondito. Il giusto spesso lo decide il tuo gusto.
Un’altra informazione utile è quella di non essere monotoni, non scegliere sempre gli stessi alimenti e variare le giornate alimentari.
Di seguito un elenco di suggerimenti generali, l’elenco non sarà esaustivo, vuole essere solo un breve vademecum per cominciare:
Limita gli alcolici → limitati a consumare mezzo bicchiere di vino rosso a pasto di buona qualità → meglio se biologico.
Evita i prodotti conservati, precotti, inscatolati.
Evita i prodotti surgelati (per garantire la sicurezza del consumatore vengono addizionati di antifungini), se ti è comodo puoi acquistare il fresco e poi congelarlo da te.
Usa quanto più possibile prodotti freschi e di cui si conosce la provenienza.
Leggi le etichette attentamente: evita i grassi vegetali non meglio specificati.
Evita gli zuccheri nascosti. Come riconoscere gli zuccheri nascosti? Li trovate in etichetta sotto il nome di: Sciroppo di mais – Destrosio – Fruttosio – Glucosio – Sciroppo di malto – Maltosio – Melassa.
Non consumare succhi di frutta o bevande gassate/zuccherine.
Le uova non sono affatto un problema per il fegato. Suggerisco di prediligere uova biologiche e allevate all’aperto perchè di sicuro hanno sviluppato più principi nutritivi. Un fegato sano non deve temerle in alcun tipo di preparazione.
Evita formaggi e latticini → preferisci se ti piacciono ricotta o parmigiano ricordando che il fegato non si accorda bene con i formaggi e che questi non vanno bene per la stipsi (e spesso un fegato in disordine o provato si fa sentire col segnale della stitichezza).
Evita i lieviti e se puoi tosta il pane per eliminarne una quota.
Evita di associare carne, pesce, formaggio e uova insieme.
Buon inizio!!

RIPRODUZIONE RISERVATA
Dott.ssa
Luana  Vignoli
Dietista

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